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LA MASCHERA

Alle sfilate del Carnevale di Cantù del 1974 due amici, Franco Cattaneo ed Enzo Casartelli, scelgono di modellare la cartapesta con un tema satirico e preparano un “Carrettino di Legnamè” dedicato ai pochi spazi che i falegnami avevano a disposizione per svolgere la loro attività. Una decisione che premia il gruppo “Gli amici di Sant’Antonio” che traeva il nome dalla zona di Cantù da dove provenivano i membri del gruppo. Nel corso degli anni abbiamo però cambiato diverse volte l’appellativo, dagli “Amici dell’Avis” fino ad arrivare a trovare un nome in grado di rappresentare il gruppo in crescita: “La Maschera” nel 1989. Durante i primi anni lavoravamo alla costruzione dei carri all’interno di spazi coperti o cortili generosamente concessi dai canturini che tanto amavano questa bella e artistica tradizione del Carnevale. L’inizio, come tuttti gli avvii, si è contraddistinto per creazioni semplici e veloci. Poi negli anni la passione è cresciuta con la manualità, fattore che ha spinto i volontari ad andare alla ricerca di novità fino ad arrivare all’utilizzo di materiali ricercati e l’appoggio della meccanica per far muovere i pupazzi. In questi 42 anni continuativi di attività abbiamo collezionato nell’ambito del concorso del Carnevale diversi premi, tra cui spiccano vari primi posti: nel 2008 con “Ci girano le palle”, nel 2006 con “Non sparate illusioni dai vostri cannoni”, nel 1998 con “In primavera col cavolo che siamo in Euro…pa”, nel 1996 con “Alla Pro Cantù il comitato non va giù” e tanti altri. Noi siamo uno dei tanti gruppi di volontari e ringraziamo chi non c’è più, chi è passato e chi collabora ancora con noi garantendo continuità alla lunga tradizione e regalandoci il suo tempo, impegno e sacrificio per far si che il Carnevale di Cantù continui a portare sorrisi e colore a chi vuole venire a vederlo.

Carro 2019

NON TUTTI I PAGLIACCI SI TROVANO AL CIRCO

 

Carro 2018

LA NATURA SI RIBELLA. SARÀ BRUTTA O SARÀ BELLA?

Il titolo scelto per quest’anno ha acceso la nostra fantasia e manualità nella realizzazione di un gigantesco giardino modellato sulla cartapesta prima di essere dipinto. Le sfumature accese dei fiori si alternano così al verde intenso dei fili d’erba fino a culminare in grandi foglie scure e tetre che, a sorpresa, si schiudono sulla bellezza della Natura. Una sorta di fata dalla bocca rosso vermiglio, riccioli biondi e un cappello azzurro in testa che sboccia (ovvero appare agli occhi degli spettatori)ceh muove braccia e testa ogni volta che le che foglie si aprono verso l’esterno del carro.
Un tripudio di colori che punta ad anticipare, almeno alla vista, la primavera lungo le strade di Cantù ancora avvolte dall’inverno.

Carro 2017

A CANTÙ SE GIRA PÙ

Gli artisti della cartapesta hanno deciso di cogliere il lato ironico del tema della sicurezza. Un alto agente della Polizia Locale svetta e copre il campanile di San Paolo diventando così l’emblema di una situazione che ha generato non poco malcontento tra residenti e non solo. Sul carro dominano le sfumature dell’azzurro per gli autovelox e i vigili, il verde e il giallo per i parchimetri e infine tutte le sfumature dal rosso al marrone per il campanile.